Sospensione del Giudizio e Relazione Educativa | Rogers e Bertolini
Quando la Gogna Mediatica Offusca la Comprensione
Il 25 marzo 2026, nei corridoi della scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, una professoressa di francese di 57 anni è stata accoltellata da un suo alunno tredicenne poco prima delle otto di mattina. Il ragazzo indossava una maglietta con la scritta “Vendetta“. Aveva un pugnale. Aveva una pistola scacciacani nello zaino. Aveva filmato tutto in diretta su Telegram, con il cellulare appeso al collo come un trofeo. La professoressa, dopo la terapia intensiva è riuscita nelle meglio condizioni e, nel reparto d’ospedale, non ha condannato il gesto del ragazzo ma ha cercato di comprenderlo: “confuso, trascinato e indottrinato dai social“. Questo è un aspetto molto interessante perché ci aiuta a capire quanto sia importante domandarci il motivo del gesto, il perché quel ragazzo, nella solitudine della sua giovinezza, stesse cercando di studiare abilità violente per sfuggire ad una vita forse troppo poco significante per noi adulti ma abbastanza da poter pronunciare sui social una lettera che portava toni disperati: “non ho trovato il coraggio di uccidere mio padre…non posso più vivere una vita così“.
Cosa cercava veramente quel ragazzo?
Come afferma Stefano Rossi, questi ragazzi hanno dei sassi nel cuore e questi sono segnali che possono suggerirci che c’è una grossa mancanza nel nostro modo di comunicare la nostra presenza capace di essere l’altezza del disagio che portano.
La Scuola Come Luogo della Relazione Educativa
La scuola, luogo deputato del magister e dell’istruzione ha un’etimologia importante. Dal Latino in-struere – letteralmente costruire dentro – non può più fare a meno della relazione come strumento chiave per l’apprendimento efficace. è una necessità che vale per tutte le istituzioni educative che vedono l’incontro tra adulti e minorenni: comunità educative, centri diurni, consultori, SERDP, oratori, le famiglie, le strade…
La Lezione di Carl Rogers: Tre Qualità Fondamentali
Carl Rogers può offrire un grande insegnamento da queste vicende, sempre ormai più di comune approccio alla gogna mediatica.
- Congruenza: l’autenticità come fondamento della fiducia. La congruenza significa che l’adulto è presente come persona reale e non come maschera professionale, ovvero non si nasconde dietro i suo ruolo e non si impone come un “so tutto io“;
- considerazione positiva incondizionata: accettazione senza condizioni l’adulto autentico accetta il bambino e il ragazzo così come è, e non subordina l’accettazione al comportamento, ai risultati scolastici, alle performance sportive, agli insuccessi; l’adulto accetta il ragazzo come persona anche quando disapprova i comportamenti;
- Comprensione empatica: l’adulto autentico cerca di vedere il mondo dal punto di vista del minorenne senza giudizio. Non significa essere d’accordo su tutto significa sforzarsi di comprendere il perché e il come piuttosto che il chi e il cosa
La Sospensione del Giudizio: La Chiave Della Postura Efficace
nei miei otto anni di esperienza con i ragazzi di comunità e di altrettanti studi universitari, ho riscontrato qualcosa di affascinante.
Nella maggior parte degli studiosi delle discipline sociopsicopedagogiche c’è un denominatore comune in tutti gli approcci. questo elemento è ciò che distingue i campioni del mestiere da chi svolge il lavoro in modo mediocre.
Il denominatore comune è la sospensione del giudizio.
Tre Nomi, Un Concetto: L’Atteggiamento Entropatico di Bertolini
Tre Maestri l’hanno denominata in modo differente ma parlano della stessa cosa:
- Piero Bertolini lo chiama atteggiamento Entropatico;
- Carl Rogers lo chiama Accettazione incondizionata;
- Sandro Rossi lo chiama Im camera, sicuramente ispirato da Isherwood;
Nel metodo di Sandro Rossi questa postura, tipica di chi fa giornalismo permette di cogliere il nodo drammatico delle persone intervistare. Permette di trovare il punto sensibile, il nucleo da cui può nascere un percorso di crescita autentica e la verità che si cela dietro alle parole e agli atteggiamenti. Non a caso, molte interviste di volti noti sono tenute da giornalisti che attuano, senza troppa retorica, questo tipo di atteggiamento.
Potrebbe essere comparato al baratto. Attraverso il dialogo il rapporto transazionale non si fa asimmetrico ma diviene piuttosto un baratto, uno scambio reciproco. L’adulto dovrebbe dire “Ascolta, io ti offro la mia comprensione, la mia presenza autentica e in cambio tu permetti a me di conoscerti veramente”.
Applicazione Pratica: Come Sospendere il Giudizio nella Relazione
La sospensione del giudizio può essere una attitudine o può essere appresa, fatto sta che non può essere acquisita attraverso dei corsi di formazione. Esso è una pratica costante che richiede disciplina.
Richiede di:
- riconoscere i nostri pregiudizi: Quale storia porti tu come adulto? quale visione del mondo ti condiziona? quali paure proietti sul ragazzo?
- Mettere da parte il ruolo: non sei l’insegnante che sa; non sei l’educatore che guida ma sei una persona che incontra un’altra persona
- Ascoltare realmente: non per rispondere, non per interpretare, non per giudicare
- Permettere al ragazzo di sentirsi visto
Una delle conclusioni: dalla gogna mediatica alla comprensione
Tutto si dissolve troppo in fretta. Quel ragazzo di Trescore non aveva bisogno di una condanna mediatica; anche perchè siamo al 7 di aprile e lo stretto di Hormuz e la Pasqua hanno già portato nel dimenticatoio tutto questo odio. Quel ragazzo, molto probabilmente sentiva il bisogno di essere visto nel mondo degli adulti. Che qualcuno dicesse: “comprendo la tua disperazione, comprendo che la vita ti possa sembrare insopportabile, io ti vedo, io ti ascolto.” e la professoressa, la quale va tutto il mio calore, nonostante il dolore, nonostante il trauma, ha capito che il vero atto pedagogico non era condannare, ma comprendere.
Ogni giorno i ragazzi ci chiedono di essere salvati, ce lo chiedono in tantissime salse… Ad esempio, mentre scrivo, una mia ospite mi chiede consiglio rispetto al suo attuale ragazzo, io so benissimo che ha già preso una scelta, lo sa anche lei, ma parliamo e ci scambiamo questa opportunità di ascolto e magari, nel mio piccolo, sto togliendo qualche sassolino nel cuore nella sua vita.
