PEI per comunità per minori: il Progetto Educativo Individualizzato da compilare

Il PEI è il documento in cui una comunità dice che cosa intende fare, concretamente, con un ragazzo o una ragazza. Nella pratica, però, spesso si scrive di corsa: si riapre la versione precedente, si aggiornano le date, si ritocca qualche frase. Il risultato è un documento formalmente in ordine che il turno serale non ha mai letto.

Questo strumento si occupa della parte meccanica del lavoro: tiene insieme le sezioni, impagina il documento, lo prepara per la firma e ti permette di riprenderlo alla verifica successiva. Così resta più tempo per la parte che conta, cioè osservare, scegliere pochi obiettivi chiari e parlarne con il ragazzo.

Se l’educatore del turno di notte legge questo PEI, sa che cosa deve fare domani?

È gratuito, funziona dal telefono e dal computer, non chiede registrazioni e non invia dati da nessuna parte.

Da telefono conviene aprirlo a schermo intero. Il file scaricato funziona anche senza internet, da una chiavetta o dal desktop del computer del servizio.

Come si usa

  1. Scegli dove resta il lavoro. Puoi salvarlo nel browser, su un dispositivo personale o del servizio protetto da password, oppure lavorare senza salvare nulla ed esportare alla fine.
  2. Compila le sezioni nell’ordine che ti serve. Sono tredici, dai dati essenziali alle sottoscrizioni, e puoi saltare da una all’altra. Nessun campo è obbligatorio.
  3. Parti dal Progetto Quadro. Il PEI della comunità si costruisce dentro la cornice fissata dal servizio sociale: conviene riportarne subito obiettivi e prescrizioni.
  4. Descrivi le aree di sviluppo. Per ciascuna delle dieci aree scrivi che cosa osservi, quali risorse vedi e di che cosa c’è bisogno. Il livello di attenzione (risorsa, da sostenere, priorità) ti aiuta a scegliere dove concentrare gli obiettivi.
  5. Scrivi gli obiettivi. Puoi partire dal repertorio, che carica obiettivo, indicatori e azioni come base, e poi adattarli al ragazzo che hai davanti: quando, in quale situazione, come ve ne accorgerete.
  6. Dai spazio alla sua voce. La sezione dedicata al ragazzo fa parte del documento stampato, con le sue parole tra virgolette.
  7. Stampa o salva in PDF. L’anteprima impagina il PEI con le firme. Dalla finestra di stampa del browser scegli «Salva come PDF».
  8. Alla verifica, riapri il lavoro. Esporta il file di lavoro e custodiscilo insieme alla documentazione del servizio: alla revisione lo riapri e aggiorni esiti, sintesi e modifiche.

Per approfondire

Il PEI dentro il Progetto Quadro

Le Linee di indirizzo nazionali per l’accoglienza nei servizi residenziali per minorenni (Conferenza Unificata, 2017, aggiornate nel 2024) distinguono due livelli. Il Progetto Quadro è il progetto complessivo di tutela, di cui è responsabile il servizio sociale che ha disposto o seguito l’inserimento. Il PEI traduce quella cornice nella vita quotidiana della comunità, ed è la comunità a scriverlo, in raccordo con i servizi e coinvolgendo il ragazzo.

Per questo lo strumento dedica una sezione al Progetto Quadro prima di arrivare agli obiettivi: un PEI che ignora la cornice rischia di proporre obiettivi che non competono alla comunità, o di dimenticare quelli che il servizio si aspetta.

PEI della comunità e PEI della scuola: non sono lo stesso documento

A scuola la sigla PEI indica il Piano educativo individualizzato previsto dal D.Lgs. 66/2017 per gli alunni con disabilità certificata, redatto dal Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione secondo i modelli nazionali del D.I. 182/2020 (modificato dal D.I. 153/2023). Il PEI della comunità è un’altra cosa: nasce dalla disciplina dei servizi residenziali e lo scrive l’équipe educativa.

Un ragazzo in comunità con disabilità certificata ha entrambi i documenti. Nella sezione «Rete e raccordi» puoi indicare come i due si parlano. Se vuoi il confronto completo, trovi una tabella nell’articolo Progettazione educativa individualizzata nelle comunità per minori.

Da dove viene il repertorio degli obiettivi

Il repertorio raccoglie venti obiettivi, ciascuno con cinque indicatori osservabili e cinque azioni educative. La struttura si ispira al lavoro di Paola Bastianoni e Mariarosa Baiamonte, Il progetto educativo nelle comunità per minori (Erickson, 2016), ed è stata ampliata con aree che nella comunità di oggi non si possono ignorare, come lo smartphone, i social e l’identità digitale.

Va usato come punto di partenza. Un obiettivo del repertorio diventa un obiettivo del PEI quando lo riscrivi pensando a quel ragazzo: in quale momento della giornata, entro quando, con quale ruolo per lui.

Perché non ci sono punteggi

La versione precedente di questo strumento calcolava un «profilo» in percentuale a partire dai semafori delle aree. L’ho tolto. Sommare i colori di aree diverse produce un numero che sembra oggettivo e dice pochissimo, e rischia di finire in una relazione come se descrivesse la persona.

Il livello di attenzione è rimasto, area per area, perché aiuta l’équipe a scegliere le priorità. Resta però una valutazione professionale, da motivare con ciò che si è osservato.

Privacy: dove finiscono i dati del ragazzo

Da nessuna parte, se non sul tuo dispositivo. Lo strumento non usa server, account, statistiche di navigazione o servizi esterni. Se scegli di salvare, il lavoro resta nella memoria di quel browser; se non salvi, sparisce alla chiusura della pagina.

Il PDF stampato e il file di lavoro esportato sono invece documenti che contengono dati personali di una persona di minore età: vanno custoditi secondo il Regolamento UE 2016/679 e le procedure del tuo servizio. Sui computer condivisi, a fine lavoro usa «Cancella tutti i dati» dal menù «I tuoi dati».

Domande frequenti

Il PEI è obbligatorio in comunità?

Il D.M. 308/2001, che fissa i requisiti minimi delle strutture residenziali, richiede per i minori accolti un progetto educativo individuale con obiettivi, contenuti e modalità dell’intervento e un piano delle verifiche. È un requisito per l’autorizzazione della struttura, che le Regioni recepiscono e precisano. La forma concreta del documento dipende quindi dalla normativa regionale e dalle indicazioni del servizio.

Chi scrive il PEI?

Secondo le Linee di indirizzo nazionali lo redige la comunità, di norma l’educatore di riferimento con l’équipe e il coordinatore, in raccordo con il servizio sociale titolare del Progetto Quadro e coinvolgendo il ragazzo in modo adeguato all’età.

Ogni quanto va aggiornato?

Le Linee di indirizzo raccomandano di rivederlo almeno ogni sei mesi e ogni volta che la situazione lo richiede, con una relazione di verifica per il servizio. Nella sezione «Verifica» c’è un pulsante che imposta la scadenza a sei mesi dalla redazione. Controlla comunque se la tua Regione o il tuo servizio prevedono tempi diversi.

Il modello va bene in tutte le regioni?

Non esiste un modello nazionale obbligatorio di PEI per le comunità. Lo strumento propone una struttura completa che copre gli elementi richiesti dal D.M. 308/2001 e raccomandati dalle Linee di indirizzo. Se la tua Regione o il tuo ente usano un modello proprio (in Emilia-Romagna, per esempio, il riferimento è la DGR 1904/2011 e successive modifiche), puoi usare lo strumento per costruire i contenuti e poi riportarli nel formato richiesto.

Posso usarlo per un ragazzo con disabilità che ha anche il PEI scolastico?

Sì, ma i due documenti restano distinti. Questo strumento serve al progetto della comunità; il Piano educativo individualizzato scolastico si redige nel GLO con i modelli ministeriali. Nella sezione «Rete e raccordi» puoi annotare come si coordinano.

Funziona senza internet?

Sì. Scarica il file con il pulsante qui sopra e aprilo con un qualsiasi browser: funziona anche offline, da chiavetta o dal desktop.

Posso usarlo nel mio servizio o modificarlo?

Puoi usarlo liberamente nel lavoro quotidiano del tuo servizio e condividerlo con i colleghi, citando la fonte. Se lo modifichi, l’adattamento va condiviso con la stessa licenza. Non è consentito venderlo o inserirlo in prodotti a pagamento.

Avvertenza. Lo strumento è un supporto alla stesura del PEI. Non sostituisce la normativa e i modelli regionali, i regolamenti del servizio, il Progetto Quadro, le decisioni dell’autorità giudiziaria né la responsabilità professionale dell’équipe che firma il documento.

Se ti interessa il ragionamento che sta dietro allo strumento, cioè che cosa significa progettare davvero in comunità e dove passa il confine tra un PEI scritto e un percorso progettato, l’ho sviluppato nella riflessione Progettazione educativa individualizzata nelle comunità per minori.

Strumento ideato e realizzato da Alessandro Lupo per L’Esistere Pedagogico. Repertorio degli obiettivi ispirato a P. Bastianoni, M. Baiamonte, Il progetto educativo nelle comunità per minori, Erickson, 2016.
Distribuito con licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0: uso libero citando l’autore, condivisione alle stesse condizioni, nessun uso commerciale.
Lupo Alessandro Educatore e Pedagogista
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.