Educatore professionale socio-pedagogico · Pedagogista · CTU
Alessandro Lupo
Lavoro con i ragazzi delle comunità educative a Parma, dentro la pedagogia fenomenologica di Piero Bertolini. Progetto strumenti educativi con l’ausilio dell’IA, sto approfondendo gli studi sulla valutazione d’impatto sociale e sono consulente tecnico di ufficio del Tribunale per i minori.
Non vorrei annoiarti con le solite biografie. Ti dico solo che il mio ruolo l’ho scelto passando per le strade giuste e per quelle sbagliate. Da ragazzino ero molto disorientato: ho cambiato diversi istituti — il liceo sportivo, l’industriale, il corso da elettricista, il ragioniere. Mi innamoravo di tutto e mi adattavo a tutto, andavo anche abbastanza bene, ma niente di tutto questo rispondeva alla domanda che contava: chi ero? Cosa volevo fare della mia vita? Quale valore aggiunto potevo dare alla comunità in cui vivo?
La risposta è arrivata da due strade che si sono incrociate: il lavoro in un agriturismo, ottima scuola di sopravvivenza, e il volontariato. Dal 2013 al 2024 sono stato Volontario del Soccorso alla Croce Rossa Italiana. Lì ho imparato il valore del gruppo, il piacere di sentirsi utili, e come si sta dentro una relazione di cura. Sono i primi segni di una passione.
Perché educatore e non psicologo
Da quel momento ho deciso di iscrivermi all’Università. Ho passato i test sia in psicologia sia in scienze dell’educazione, e ho scelto la seconda. Le due strade sono affini ma differiscono in un punto per me decisivo: la relazione educativa. Il lavoro dell’educatore parte dal basso — di mente, di cuore, e ci si sporca le mani. Ci si mette alla prova con l’altro, che sia un bambino, un adolescente o un adulto, e si vive insieme una parte del suo percorso verso il benessere. Le due professioni sono complementari e si confrontano ad armi pari, insieme alle altre professioni d’aiuto; ma lo psicologo ha una visione più clinica, mentre a me interessava stare nella relazione quotidiana.
La pedagogia, e l’incontro con Bertolini
Durante gli studi a Parma mi sono appassionato alla pedagogia — una passione che mi ha portato a collaborare per anni con il Prof. Damiano Felini e con il Prof. Giacomantonio dell’Università di Parma. Da loro ho appreso le teorie e le tecniche che ancora oggi impostano il mio lavoro con gli adolescenti. Ma soprattutto è lì che ho incontrato l’opera di Piero Bertolini e della scuola fenomenologica. E ho capito una cosa: il mio disorientamento a scuola, le mie compagnie adolescenziali, tutti gli errori che avevo fatto non erano zavorra. Erano le mattonelle di una mission che stavo, senza saperlo, già costruendo.
Cosa faccio oggi
Da diversi anni lavoro con i ragazzi difficili delle comunità educative, e insieme proviamo a costruire nuove speranze per il futuro. Dal 2022 sono funzionario tecnico educativo presso ASP Parma. Dal 2024 sono iscritto agli elenchi nazionali dei CTU come consulente tecnico d’ufficio presso il Tribunale di Parma, per le cause che riguardano i minori.
A luglio 2026 mi sono laureato in Programmazione e gestione dei servizi sociali all’Università di Parma, con una tesi sulla valutazione di impatto sociale nei progetti educativi di Caritas Children ETS, nell’ambito del Sostegno a Distanza. È il terreno su cui oggi lavoro anche fuori dalla comunità: aiutare enti del terzo settore e servizi a capire non solo cosa fanno, ma quale cambiamento producono davvero.
Il nome di questo sito
L’approccio fenomenologico è il metodo chiave della mia professione, ed è da lì che nascono sia il nome del sito sia il disegno del logo: L’Esistere Pedagogico è un omaggio al pensiero e all’opera di Piero Bertolini. Vita natural durante, sarà l’anima che accompagna tutto quello che trovi qui — dagli strumenti educativi alle riflessioni pedagogiche.
